
Vita da solo: sicuro che il tuo cavallo sia “abituato”?
Cavalli “abituati” a vivere da soli sviluppano ottimismo se gli si offre un’ora al giorno di contatto sociale. Allora forse non sono abituati al box… ma alla noia!
Scuderia silenziosa, tanti box spaziosi, testoline che spuntano, qualcuna sonnacchiosa. Un umano passa e dei cavalli lo annusano, qualcuno lo lecca. C’è un buon odore di fieno e nessuno che batte con lo zoccolo sulla porta per uscire.
Da proprietario, diresti che il tuo cavallo sta benone. Anche mia nonna, trapiantata dal suo paese delle Marche in un condominio di tutto rispetto a Roma, sembrava stare bene. Ma quando glielo domandavi, diceva “Si campicchia”. Pensavo che nonna si fosse abituata a stare a Roma, ma ho capito da adulta che era solo abituata alla noia.
Ogni individuo, di qualsiasi specie, ha delle motivazioni innate che ne guidano il comportamento. Ci sono animali esploratori, costruttori, animali che si rintanano. Alcuni rincorrono, altri giocano, altri ancora abbelliscono i loro nidi. Sono tutte attività che servono in modo più o meno diretto alla sopravvivenza e che contemporaneamente fanno “stare bene”, grazie a una catena di sensazioni fisiche positive e di ormoni che regge il tutto.
I cavalli sono curiosi, esploratori, hanno una struttura sociale molto complessa e la Natura ha fatto in modo che gli piaccia viversi la vita con altri cavalli, proprio perchè questo facilita la sopravvivenza. Nè più nè meno quello che accade a un essere umano, ovviamente per ogni specie con i suoi livelli di complessità.
Non c’è da stupirsi che la noia che provava mia nonna, che in realtà avrebbe potuto stringere legami sociali perchè non era chiusa in casa, ma che era “in terra straniera” e quindi era come fosse chiusa in casa, sia paragonata a ciò che vivono i nostri cavalli “abituati” a vivere in box da soli.
Possiamo un po’ permetterci di parlare di “abitudine alla noia” e non alla vita da soli perchè ritrovare il contatto fisico con un altro cavallo scatena un tale entusiasmo nel cavallo che era solo da modificare la sua visione del mondo e renderlo, almeno per un po’, ottimista (esistono test scientifici appositi per valutare ottimismo e pessimismo in molte specie animali).
20 cavalli sportivi, abituati a vivere da soli, sono stati selezionati per un test sul contatto sociale1. 10 di loro hanno continuato a vivere nei loro box singoli e fungevano da controllo, mentre ad altri 10 è stata data l’opportunità di entrare in contatto con un cavallo in un box adiacente in cui la parere condivisa era aperta in modo che collo e teste potessero passarci attraverso (larghezza del passaggio 25cm). Si chiamano social box2.
I 10 cavalli hanno goduto di questa opportunità per 4 mesi, 5 giorni a settimana per un’ora al giorno, mentre il resto del tempo erano nei loro box singoli. Le coppie erano sempre composte da un cavallo più emotivo e uno giudicato più calmo.
Dopo quattro mesi, chi aveva avuto queste opportunità di contatto mostrava meno stereotipie nel box singolo e aveva migliorato la sua relazione con l’umano, vivendo con più relax i momenti di grooming con sconosciuti.
In uno studio meno recente era risultato in modo simile che puledri che vivevano in gruppo avevano meno comportamenti indesiderati durante l’addestramento3: quindi il contatto sociale non aiuta solo il cavallo, ma anche chi lo frequenta.
In effetti, sostengono i ricercatori, un cavallo che vive sempre in box non ha alcun controllo sul suo ambiente e questo lo può portare in uno stato di ansia cronica, percependo gli stimoli esterni, umani compresi, come qualcosa di potenzialmente pericoloso anche se non lo sono.
Ma i ricercatori hanno trovato anche che questa sola ora al giorno di contatto rendeva i cavalli più ottimisti in generale. Sicuramente, affermano, quello era un momento in cui potevano dire la loro, avere finalmente controllo su qualcosa nella loro vita, piuttosto che essere sempre chiusi oppure tenuti e guidati in ogni movimento, e questo li faceva stare meglio.
La riflessione da fare secondo me riguarda soprattutto il concetto di “abitudine”. Probabilmente quei cavalli che ci appaiono sereni nei loro box dove vivono h24 sono piuttosto “abituati alla noia” al punto che uno spiraglio di contatto sociale li rende più ottimisti in altri momenti della giornata.
Per questo, a chi mi chiede nelle consulenze se è meglio tenere il proprio cavallo in un maneggio con box singoli vicino casa, dove poterlo andare a trovare 5 giorni a settimana, oppure portarlo più lontano ma in branco, e vederlo anche solo una volta, rispondo sempre cosa è meglio per il cavallo: la seconda opzione, senza ombra di dubbio.
Ricordo Monica, un’amica che aveva il suo cavallo, Teo, in un centro equestre che ho frequentato tanti anni. Anche se ultimamente poteva vederlo anche solo una volta ogni paio di mesi, quando la vedeva Teo drizzava le orecchie e insieme passavano la più bella giornata. Teo la adorava, anche se lei veniva di rado, perchè il tempo che passavano assieme era di qualità. Come due vecchi amici.
E’ dura, lo immagino, vederlo così tanto meno e magari anche pensare di pagare certe cifre per mantenerlo così lontano. Certo non è neanche possibile pensare di vederlo una sola volta a settimana e investire quel tempo per fare solo attività equestre. Molto tempo sarà dedicato alla relazione e una parte anche all’equitazione e di sicuro non si starà insieme un’oretta.
Ma provate a chiedere a chi questa scelta l’ha fatta: un cavallo cambiato, più disponibile, gioioso, con cui scoprire di voler fare anche altro oltre all’equitazione. Per me, il modo migliore di stare insieme.

1. Flamand, A., Robinet, L., Raskin, A., Braconnier, M., Bouhamidi, A., Derolez, G., … & Petit, O. (2025). The social dimension of equine welfare: social contact positively affects the emotional state of stalled horses. Animal Behaviour, 221, 123055.
2. Zollinger, A., Wyss, C., Bardou, D., & Bachmann, I. (2023). Social box: a new housing system increases social interactions among stallions. Animals, 13(8), 1408.
3. Rivera, E., Benjamin, S., Nielsen, B., Shelle, J., & Zanella, A. J. (2002). Behavioral and physiological responses of horses to initial training: The comparison between pastured versus stalled horses. Applied Animal Behaviour Science, 78(2e4), 235e252.
