
Come capire se due cavalli sono… amici
Gioco, grooming e vicinanza: tanto più si osservano questi comportamenti, quanto più quei cavalli sono amici e stanno bene. Ma è davvero così?
Anche nel mondo scientifico si parla sempre più spesso di amicizia nel mondo animale, inclusi i cavalli, definita come un legame volontario, reciproco, non motivato dal sesso, fra individui non parenti. Si riconosce che i legami di amicizia non sono un optional ma hanno una importanza biologica, perchè hanno un effetto calmante.
In particolare, il mondo scientifico considera il gioco sociale (cioè con altri individui), il grooming reciproco e la prossimità (per esempio, pascolare vicini) tre comportamenti indicativi dell’affiliazione fra due cavalli. Ma è davvero così?
Una nuova meta-analisi, cioè una analisi di vari articoli sul tema, ha fatto luce sulla questione, evidenziando che…no, non è vero che tutti e tre questi comportamenti sono indice di amicizia e di benessere dei cavalli coinvolti.
Partiamo dal gioco. Si ritiene che un animale giochi quando tutti i suoi bisogni sono soddisfatti, dunque dovrebbe essere indice di benessere. Questo è senz’altro vero nei puledri, ma nei cavalli adulti?
Giocano di più i cavalli domestici meno in salute (ovviamente nei limiti!) e più reattivi verso gli umani. In gestione naturale, i centri con il tasso maggiore di gioco hanno anche il tasso di aggressioni più alto. O ancora, il gioco è più frequente quando i cavalli stanno aspettando il cibo.
Tutti esempi di situazioni di disagio che vengono mitigate con l’aiuto del gioco. Quindi no, il gioco non è indice di benessere o di legame di amicizia.
Stesso discorso per il grooming reciproco: sebbene abbia un effetto calmante e sia piacevole, è stato osservato più spesso in condizioni di disagio, per esempio quando lo spazio vitale viene ristretto o un nuovo cavallo entra in un gruppo.
Il grooming viene usato per ridurre la tensione sociale, come fosse un sorriso di cortesia o una richiesta di un abbraccio fatta perchè si sta male. In natura solo circa un quarto dei cavalli fa grooming reciproco e spesso accade fra cavalli di basso rango, che più spesso vivono momenti di tensione.
Come sempre, fanno eccezione i puledri, che si prodigano in grooming con mamma e altri giovani anche quando stanno bene. Anche le femmine adulte lo fanno più dei maschi, ma comunque in natura sempre molto poco.
Dei tre comportamenti usati per misurare l’amicizia e il benessere rimane la vicinanza, quel “far nulla” pascolando, in cui sembra che due cavalli quasi non si guardino per niente. E invece, è proprio lì che nasce l’amicizia: la vicinanza non è correlata a contesti o comportamenti stressanti come per gli altri due casi.
Stabilire una distanza “da amici” non è facile. Ci sono delle differenze di razza nella distanza che si tiene con gli amici, con purosangue e trottatori che tengono distanze maggiori, e pony e arabi viceversa. Alcuni parlano di 60 secondi passati senza minacce a circa 1.5 metri di distanza, mentre altri accettano fino a 5 metri di distanza quando al pascolo o in spazi grandi.
Tutti comunque concordano sul fatto che la vicinanza deve essere volontaria, cioè deve avvenire un attivo “approccio amichevole”, con uno dei due cavalli che si avvicina a meno di 5 metri di distanza all’altro, che non si allontana.
Cavalli in paddock troppo piccoli sono forzati a stare assieme, non è che sono vicini perchè tutti amici. Per vedere un vero avvicinamento volontario il paddock deve essere di circa 150m2 per i cavalli e 80m2 per i pony.
Ora osservate bene i vostri cavalli: non è che se giocano o si groomano non va bene (gli autori della meta-analisi non riescono ad indicare un tasso di gioco o di grooming reciproco accettabile, ci sono troppe variabili), ma se lo fanno cercate di capire il contesto. Guardate cosa è accaduto appena prima, valutate l’ambiente, magari prendetevi un appunto per poi fare una analisi dopo una decina di giorni.

1. Zeitler-Feicht, M. H., Hartmann, E., Erhard, M. H., & Baumgartner, M. (2024). Which affiliative behaviour can be used as a valid, reliable and feasible indicator of positive welfare in horse husbandry?. Applied Animal Behaviour Science, 273, 106236.
All’interno dell’articolo trovate i riferimenti ai singoli studi citati.
