protocollo di inserimento in branco per stalloni

Un protocollo di inserimento in branco per stalloni

Un cavallo che è cresciuto per tutta la vita da solo, può riuscire a vivere con altri? E se si tratta per di più di uno stallone, con il suo temperamento “focoso”? Sì, anche dopo 20 anni.

Gli stalloni in genere sono gestiti individualmente dall’età di 2-3 anni, se non prima, a partire dallo svezzamento. Le ragioni principali di questa scelta sono il rischio di ferite e i comportamenti sessuali che possono manifestare. Oltre a questo, vengono spesso prese misure addizionali per evitare qualsiasi contatto: corridoi fra i paddock o la completa rimozione di vicini se in box.

L’isolamento sociale però è fonte di malessere per i cavalli e di certo non risolve i problemi ma piuttosto si tratta di una arma a doppio taglio, perchè l’isolamento aumenta l’aggressività. Questi cavalli cresciuti in isolamento, possono essere ri-socializzati? Possono avere, in mano a buoni proprietari, una vera vita sociale anche se non potrebbero aver acquisito le giuste competenze?

Diversi anni fa, uno studio aveva dimostrato (con tanto di video che mostro sempre nei miei corsi) che gli stalloni possono vivere in gruppo1. In quel caso, i 9 stalloni sono stati liberati tutti assieme in un terreno molto ampio, ovviamente tutti sferrati. Dopo mezza giornata, già si facevano grooming e correvano insieme.

Sebbene non fossero abituati a vivere con altri, facevano regolarmente lavoro insieme in carrozza, quindi un minimo di socializzazione l’avevano. E se invece fossero stati del tutto privi di esperienza? E’ questa la domanda di un nuovo studio2, in cui sono stati coinvolti sei stalloni del tutto privi di abilità sociali, che hanno vissuto in box circa dallo svezzamento, con uscita di due ore al giorno in paddock. Le razze coinvolte erano miste: anglo-arabi, sella francese, trottatori, arabi, con età dai 5 ai 21 anni.

I ricercatori hanno ideato un protocollo di inserimento che prevedeva prima una graduale interazione a coppie e poi l’inserimento in gruppo. Vi riporto il protocollo ricordandovi però che ciascuna situazione è diversa perchè diverse sono le problematiche che ogni cavallo ha vissuto e il modo in cui le ha interiorizzate, come leggerete a fine articolo.

FASE 1 – Incontri a coppie fra tutti – Durata: 45 giorni

Gli stalloni sono stati messi in box adiacenti con grate che gli permettessero di vedersi e annusarsi. Ogni coppia ha interagito per due giorni e una notte. Il terzo giorno, i cavalli sono stati posti per due ore e mezzo in paddock adiacenti di 1000m2, separati da un corridoio largo 3 metri. In questo modo potevano vedere per la prima volta tutto il corpo dell’altro e quindi comprendere l’intera comunicazione reciproca. Questi due punti sono stati ripetuti per 45 giorni.

FASE 2 – Rafforzamento dei legami – Durata: 9 giorni

Sulla base dell’età degli stalloni sono state formate tre coppie. I due componenti sono stati messi in due “social box” adiacenti (ovvero due box divisi da una parete con una apertura verticale che permette il completo contatto di colli e teste) per due ore, per sette volte al giorno, per 7 giorni.

Ogni coppia ha poi potuto incontrarsi liberamente in paddock di circa 5 ettari, per due ore il primo giorno e per quasi una giornata intera il secondo. In questo modo cavalli hanno avuto modo di imparare a comunicare a coppie prima di trovarsi in una più complessa interazione di gruppo.

FASE 3 – Creazione del gruppo – Durata: 8 giorni

Tutti gli stalloni sono stati introdotti nel medesimo paddock di prima, rilasciati contemporaneamente a circa 100mt di distanza uno dall’altro. Sono stati osservati per 8 giorni, uno stallone è stato rimosso… (e poi ne parleremo) dopodiché gli altri hanno continuato a passare l’estate assieme al pascolo!

Come si sono comportati i cavalli? Nelle fasi a coppie hanno messo in atto sia rituali agonistici (minacce, morsi) che affiliativi (grooming, pacificazioni…), che sono però diminuiti mano a mano che i giorni progredivano. È normale che anche i comportamenti affiliativi diminuiscano: all’inizio sono numerosi perchè servono per stemperare la tensione, ma poi devono diminuire proprio per indicare che la tensione è calata.

È un po’ quello che accade nella coppia umana, no? All’inizio tanti baci, carezze, sorprese… poi tutto tragicamente cala. Il motivo è che quando la coppia è solida non c’è bisogno di dimostrarsi amore continuamente.

Durante la fase di pascolo i rituali agonistici non sono aumentati pur essendo passati ad un livello più complesso di socializzazione. Quei rituali servono infatti per capire le personalità individuali, ma i cavalli avevano avuto modo di diventare familiari gli uni con gli altri gradualmente e non avevano bisogno di ottenere di nuovo quelle informazioni, ottenute nella sicurezza della divisione a coppie.

Attenzione però, due note fondamentali: come sottolineato dagli autori, incontrarsi attraverso la griglia fra i box o il social box non previene necessariamente comportamenti aggressivi, ma dà un’opportunità ai cavalli di agire in modo non aggressivo perchè hanno già imparato qualcosa gli uni degli altri. Sta ai singoli cavalli scegliere come comportarsi, noi possiamo solo “apparecchiare la tavola”, come dico sempre, e fargli vedere che esistono comportamenti alternativi al loro.

Seconda nota: questa risocializzazione di base potrebbe non essere possibile per tutti, per cui il protocollo potrebbe essere inapplicabile in certi contesti. Lo stallone rimosso dal pascolo non accennava a diminuire i suoi comportamenti aggressivi e dunque non gli è stato permesso di rimanere con gli altri. Sarebbero utili studi per capire i segnali di una alterata comunicazione, prevenendo così molti rischi.

Nella mia esperienza, è fondamentale che nella fase a coppie si osservi che uno dei due soggetti voglia pacificare, cioè molli la presa, lasci correre le intemperanze dell’altro. E l’altro a quel punto deve iniziare a capire che le sue intemperanze sono inutili, e mollare anche lui… o lei, questo discorso vale per entrambi i sessi.

Non sono molto favorevole ai protocolli, perchè bisogna saper osservare per non farsi tutti male, come dimostra la rimozione di questo stallone. Purtroppo la maggior parte delle persone non sa osservare e avere un protocollo a portata di mano può essere pericoloso.

Ho deciso ciononostante di pubblicarlo perchè sono davvero troppi i casi di cavalli che vivono da soli e che invece avrebbero tutte le capacità di stare in gruppo. In questo studio tra l’altro sono coinvolti anche cavalli di 20 anni, che hanno speso una vita soli e che invece possono riprendere una vita da vero cavallo in qualsiasi momento. Fatevi però seguire in questi passaggi da un esperto perchè, lo dico di nuovo e di nuovo, senza saper osservare si finisce per farsi male, anche seguendo il protocollo.

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Rappresentazione schematica del protocollo

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