libertà di non rispondere al richiamo


La Libertà di
Non Rispondere al Richiamo:
una Relazione Sana con il Cavallo

Perché l’obbedienza assoluta è un segnale d’allarme nella relazione con il cavallo.

PUNTI CHIAVE

Non è un robot: L’approccio cognitivo-relazionale valorizza il “no” come espressione di un individuo senziente e non forzato.
Valutiamo l’ambiente: In un ambiente ricco e sociale, il cavallo ha alternative valide (stimoli ambientali, interazioni). Se viene sempre, potrebbe essere per noia.
Il cavallo è un amico: Come un amico che non risponde al telefono perché impegnato, un cavallo può scegliere di non rispondere al richiamo.

Nel corso di una consulenza, una persona mi ha posto a un quesito comune tra i proprietari di cavalli: come ottenere un richiamo infallibile. Attraverso la lente dell’approccio cognitivo-relazionale, voglio esplorare il motivo per cui l’obbedienza totale non è sinonimo di una relazione sana, bensì spesso il risultato di coercizione o noia ambientale.

Innanzitutto, diamo il contesto alla domanda: la persona che mi ha contatta ha un ottimo rapporto con la sua cavalla; per esempio, spesso fanno delle passeggiate da terra camminando vicine senza la lunghina. Ciononostante, volte quando le si avvicina in paddock e la chiama, lei la raggiunge e altre volte, no. La proprietaria, stupita, mi diceva: “Non capisco perché ci sono delle volte in cui non viene”.

L’Illusione del Segnale Infallibile

Molti proprietari cercano un segnale magico che garantisca l’attenzione costante del
cavallo, ma nella realtà non esiste un comando che funzioni al 100% in modo naturale. Se un
cavallo risponde sempre e comunque, è probabile che sia stato sottoposto a un “lavaggio
del cervello”
tramite tecniche di attenzione forzata (come il join-up) o che viva in un ambiente così monotono da non avere alternative stimolanti. In questi casi, l’uomo diventa l’unica “stella che brilla nell’oscurità” non per scelta del cavallo, ma per mancanza di altri interessi nel paddock.

Perchè un cavallo risponde SEMPRE a un segnale?

Coercizione

Tecniche che obbligano il cavallo a raggiungere l’umano per evitare un disagio, anche “solo” psicologico (come il join-up o tecniche equivalenti)

Deprivazione ambientale

In un ambiente monotono il cavallo
vedrà l’essere umano come l’unica fonte di stimolo, non per scelta relazionale ma per mancanza di alternative.

La relazione non è un automatismo

Il rapporto con il cavallo dovrebbe rispecchiare quello tra amici umani: in un’amicizia sana, non ci si sente obbligati a rispondere a ogni singola chiamata se si è occupati o stanchi. Allo stesso modo, in un contesto di benessere, dove il cavallo vive in gruppo e in un ambiente stimolante, è naturale che egli possa avere priorità diverse da quelle dell’umano, e quindi che a volte preferisca continuare a pascolare o interagire con i suoi simili piuttosto che accorrere al richiamo.

E’ importante sottolineare che pascolare accanto a un altro cavallo non è “non fare nulla”, ma rappresenta un momento di condivisione sociale fondamentale (paragonato al nostro “prendersi una birra insieme”).

Il “NO” che fa bene alla relazione

La percentuale di risposta

È positivo se il cavallo viene verso di noi nella maggior parte dei casi (es. 70-80%), ma è altrettanto importante che esista una percentuale in cui non lo fa.

Obbligo vs Volontà

Se il cavallo si sente libero di ignorare un richiamo, significa che non ha paura delle conseguenze e che il rapporto non è basato sull’obbligo, ma sulla volontà.

La relazione è un sistema dinamico

Attraverso l’approccio cognitivo-relazionale, viene promosso un modello di interazione basato sul rispetto della soggettività del cavallo, dove la possibilità di non rispondere diventa prova di un rapporto sano e autentico.

Questo approccio rifiuta la trasformazione dell’animale in un automa. Riconoscere al cavallo
la capacità di pensare, scegliere e avere delle preferenze significa accettare l’imprevedibilità
tipica di ogni essere senziente
. L’obiettivo non è il controllo, ma la costruzione di una connessione autentica

Conclusione

Un cavallo che a volte non risponde al richiamo è un cavallo che si sente libero di esprimere
se stesso. La vera sfida per il proprietario non è ottenere il controllo totale, ma costruire una
relazione così solida che il cavallo desideri avvicinarsi per scelta
, pur mantenendo la propria
individualità.

COME COMPORTARSI – PROSSIMI PASSI

Valutare la qualità della vita del cavallo, assicurandosi che viva in gruppo e in un ambiente stimolante
Accettare con serenità le volte in cui il cavallo decide di non rispondere al richiamo,
interpretandolo come un segno di autonomia e di serenità
Evitare l’uso di tecniche di addestramento forzate che mirano all’obbedienza assoluta a scapito della relazione
Contattare un esperto in etologia equina per consulenze personalizzate
Equin(d)i? Salviamoli! La libertà del cavallo di non rispondere al richiamo

Cosa fa il tuo cavallo con il tuo richiamo?
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