Cavalli “da scuola”: quante lezioni al giorno?

I cavalli coinvolti nelle attività di scuola nei centri equestri fanno spesso 3 o 4 ore di lezione al giorno. Si direbbe che sono abituati e, se non si rifiutano, che accettano il “lavoro”. Per sapere se il cavallo vive davvero bene questo tasso di attività ci viene in aiuto la ricerca scientifica che, attraverso analisi del sangue ed elaborazioni statistiche, ci permette di non correre il rischio di iper-sfruttare i cavalli di scuola.

Jung e collaboratori hanno condotto una ricerca su 5 cavalli scuderizzati abituati alle attività di scuola. Li hanno sottoposti ad attività equestre al chiuso della durata di 45 minuti per sessione: 5’ di passo, 10’ di trotto, 15’ di canter, poi di nuovo trotto e passo, il tutto ad una temperatura sempre sotto i 26°C. Certo, per stabilire un limite di attività da non superare bisognerebbe considerare la singola razza, età, sesso, l’esperienza dei cavalieri e le condizioni ambientali, ma intanto iniziamo da qui.

Dopo una giornata di riposo dall’attività abituale, i cavalli hanno effettuato una sessione come descritto, oppure due temporalmente separate (mattina e pomeriggio), due di seguito oppure quattro (2+2). Sono stati misurati la quantità di lattato (che misura la fatica muscolare), il rapporto N/L (neutrofili/linfociti, per valutare il tasso di infiammazione), battito cardiaco e comportamento.

Solo i cavalli sottoposti a 4 sessioni (2 la mattina e 2 il pomeriggio) hanno avuto variazioni significative dei parametri.

  • L’acido lattico si produce in fase anaerobica e provoca una diminuzione del glicogeno muscolare, ovvero delle riserve di zucchero nel muscolo. Nel cavallo il lavoro aerobico si ha quando vengono superati i 150bpm, come accade nel canter. Dopo 4 sessioni, di cui ognuna con 15’ di canter, si era accumulata un’ora di lavoro anaerobico e il glicogeno muscolare risultava eccessivamente ridotto. L’uomo ripristina il glicogeno muscolare con un’efficienza del 3-7% all’ora, mentre i cavalli dell’1-4%: l’eccessiva frequenza delle sessioni non ha permesso ai cavalli di recuperare fra una sessione e l’altra abbastanza glicogeno da non danneggiare il muscolo.
  • Il rapporto neutrofili/linfociti era aumentato, suggerendo l’attivazione di processi di riparazione cellulare proprio a causa del danneggiamento di cui sopra e per l’alto livello di infiammazione interna. Questo stato a lungo andare provoca emolisi, danno vascolare e un aumentato stress ossidativo. Le stesse problematiche sono state riscontrate, per esempio, nei cavalli nell’endurance che hanno davvero poco tempo per recuperare da grandi fatiche.
  • Persino il battito cardiaco è risultato compromesso nel lungo tempo: solo i cavalli coinvolti in 4 sessioni giornaliere mantenevano a fine giornata un battito aumentato, sempre perchè l’eccessivo lavoro rendeva più difficile il recupero.
  • A livello comportamentale, tutti i cavalli hanno mostrato rifiuto nella prima sessione e sembravano più calmi nelle successive: secondo i ricercatori accadeva o perchè erano stati chiusi in box una giornata e quindi alla prima uscita volevano prendersi tempo per muoversi autonomamente, oppure perchè l’accumulo di fatica progressivo li portava a chiudersi, come riscontrato nel dolore cronico.

4 sessioni di lezioni al giorno sono quindi decisamente troppe, non permettono di recuperare dalla fatica e inducono processi di riparazione cellulare che danneggiano il cavallo nel lungo periodo! Permettere un adeguato periodo di riposo non è solo un buon investimento per la salute del cavallo, ma lo aiuta a gestire una attività che lo vede coinvolto suo malgrado… è nostro dovere tutelarlo al massimo!

Quante lezioni al giorno fanno i cavalli nel maneggio che frequenti?
Commenta l’articolo sui social o leggi commenti!