Baby Talk: ai cavalli piace quando usate “la vocina”?

Avete mai parlato con un cavallo utilizzando un tono vezzaggiativo, simile a quello che si usa con i bambini piccoli e, talvolta, con cani e gatti? Che effetto ha sul cavallo, gli piace oppure no? Il “baby talk” o “pet-directed speech” è la voce usata per parlare con i bambini o agli animali da compagnia, con picchi acuti e variabili e un ritmo lento nelle parole, associata ad espressioni del viso amichevoli. Nel 2021, Lansade e colleghi si sono chiesti se questo modo di parlare influenzasse il comportamento dei cavalli.

Ideando un test apposito, li hanno accarezzati notando che, se nel contempo usavano il baby talk, i cavalli restavano più fermi, osservavano di più l’umano e hanno più volte tentato di ricambiare la grattata con la bocca. Inoltre, se usavano il baby talk indicando uno fra due contenitori di cibo, era più probabile che i cavalli individuassero quello indicato fra i due e lo raggiungessero.

Tuttavia non era chiaro se i cavalli si comportassero così perchè il suono richiamava la loro attenzione oppure perchè induceva una emozionale piacevole: per i bambini questo modo di parlare facilita le interazioni sociali e anche i cani preferiscono avvicinarsi ad un altoparlante che emette baby talk che il normale tono degli adulti… ma i cavalli? La ricerca di Lansade e colleghi non era riuscita a chiarire questo punto.

Jardat e colleghi hanno quindi condotto un altro studio in cui al tipo di parlata non erano associate azioni, al contrario del caso precedente, per studiarne meglio l’effetto. Hanno quindi mostrato a delle cavalle dei video in cui gli umani parlavano con un tono da adulto o da bambino: di nuovo le cavalle erano più attente nel secondo caso (e con battito cardiaco più elevato), ma neutrali a livello emozionale, cioè non hanno mostrato mimiche facciali, posture o suoni che facessero pensare ad una attivazione emozionale chiaramente positiva o negativa.

Sembra dunque che il baby talk aumenti solo l’attenzione ma null’altro, probabilmente per le sue caratteristiche spettrali (acuto) o perchè, dicono i ricercatori, suggerisce un forte desiderio di interazione (i bambini ad esempio capiscono che quel tono è indirizzato a loro in particolare). La combinazione con un ulteriore studio però ci dà qualche indizio in più, a mio parere…

In un ulteriore studio, sempre Jardat e colleghi dimostrano che i cavalli sono in grado di associare la voce di un adulto ad un corpo adulto e quella di un bambino al corpo di un bambino: osservando un video in cui dall’immagine di un bambino usciva la voce di un adulto, i cavalli lo guardavano a lungo come fossero stupiti (mentre non mostravano comportamenti anomali se tutto tornava). Il loro battito, come nel caso dello studio precedente, aumentava solo quando erano in ascolto della voce dei bambini: sono attratti dai bambini? Dal tono acuto? Non lo sappiamo, ma mettendo insieme gli studi possiamo dire che…

…è probabile che i cavalli reagiscano al baby talk con attenzione non perchè lo trovano più piacevole, ma perchè trovano incongruente un adulto con la voce (e l’atteggiamento) di un bambino. Per esempio, la proposta di grooming trovata nello studio di Lansade può essere un modo per mitigare lo stress indotto dal dialogo con un individuo che comunica in modo incongruente.

E tu, usi il baby talk con il tuo cavallo?
Commenta l’articolo sui social o leggi commenti!