Il cavallo si gratta su di me: mi sta mancando di rispetto? Mi ha preso per un albero?

Il cavallo si gratta su di me: mi manca di rispetto?

Oppure mi ha preso per un albero?? Certo che no: magari sei piuttosto un buon amico. Sicuramente, quel cavallo non vuole sottometterti o posizionarsi più in alto in rango. Ma partiamo con ordine, osservando la foto di copertina.

Era il 2017 e Tequila, a quel tempo ospitata all’Oasi EquiLuna, si strofinava su di me dopo delle attività in sella. Ha le orecchie rilassate, gli occhi socchiusi, il labbro superiore allungato: probabilmente se la sta godendo, niente fa pensare ad un atteggiamento aggressivo o ad una intenzione di posizionarsi in termini gerarchici. Anche io mi diverto.

Perchè lo fa? Una fetta del mondo che mi segue probabilmente ipotizzerebbe che è stata bene con me. In realtà, non ho idea se sia stata bene con me, non è affatto detto grattarsi la testa voglia dire che mi vuole ringraziare.

La ricerca però ci dice che quantomeno è possibile che voglia dimostrarmi affetto. Un recente etogramma dei comportamenti affiliativi del cavallo rivela proprio che quando un cavallo struscia la testa addosso il corpo di un altro lo fa per dimostrargli amicizia1: sulla groppa, sul petto, sulla spalla…

Tornando a Tequila, non potrei dire che è stata bene con me neanche se mi facesse grooming (ovvero se mi grattasse il corpo con la bocca come fanno fra loro i cavalli). Potrebbe invece cercare di pacificare con me (magari mi aveva percepita aggressiva in sella) come ci insegna il test di Trosch e colleghi2, che dimostra che i cavalli tendono ad avvicinarsi ai soggetti che sono stati aggressivi con altri, per ingraziarseli oppure per pacificare.

Altra opzione: Tequila mi vuole spostare, dimostrandomi così che può farlo e dunque la sua superiorità? Neanche, altrimenti avrebbe una mimica minacciosa e solo dopo aver visto che non riesce a spostarmi con la minaccia visiva passerebbe al contatto fisico, esattamente come accade fra loro… che tra l’altro per spostarsi reciprocamente userebbero il petto, certo non la testa.

Forse scarica un po’ di tensione dovuta all’attività, forse le prude il muso, forse si ricorda che ho riso la volta precedente e vuole farmi una cosa gradita: ma chi lo sa?!? Certo che nelle opzioni da considerare non posso inserire il posizionamento sociale: dalla lettura del linguaggio del corpo non emerge nessuna intenzione aggressiva, nulla che faccia pensare a quella che spesso viene riferita come una “mancanza di rispetto”.

Secondo me, a Tequila prudeva qualcosa e ha approfittato della mia presenza, dei miei piedi saldi e del fatto che mi diverto mentre questo accade. Potrebbe grattarsi sul palo davanti a lei ma sceglie me, forse perchè questo crea relazione (come dimostra lo studio già citato di Torres) ed è più piacevole. Ma alla fine… che mi importa dei suoi motivi, se ha quell’espressione serena e se io sto bene?

Chi vi suggerisce di allontanare il cavallo che si gratta su di voi “perchè vi ritiene un albero”, è ancorato ad un passato in cui si diceva che “i cavalli si spostano a vicenda per dimostrare il rango”. Questo può essere vero, ma è un principio che non va applicato sempre!

Tutto va messo nella giusta cornice. Durante il gioco, i cavalli di rango elevato vengono spostati da altri. Oppure, un cavallo di alto rango può essere costretto a fare due passi indietro di fronte ad un cavallo emotivo che sta esagerando: tanto è un emotivo, lo si lascia parlare a vuoto e si può anche indietreggiare. Ma se viene minacciato dallo stesso soggetto con serietà, è difficile che un cavallo di alto rango vada indietro.

Quindi: se Tequila mi facesse fare due passi indietro (perchè per fortuna io non peso 500kg ma lei sì) con quella espressione che ha sul muso, pensate davvero che possa poi cambiare qualcosa nella nostra relazione? O che poi non ascolti più le mie richieste?

C’è anche il caso di chi non vuole che i propri cavalli si struscino sulla gente perchè teme che li butti a terra, come chi non vuole che il proprio cane faccia le feste saltando addosso. In realtà, come un cane può capire che su certe persone si può saltare e su altre no, così il cavallo. Basta parlarci.

In finale: se la cosa vi piace, lasciategliela fare, perchè non perdete nulla in termini di “rispetto”. Se non vi sentite a vostro agio o volete insegnargli a non farlo, spostatevi… ma senza redarguire il cavallo: basterà non avere la possibilità di grattarsi su di voi per indirizzarlo verso altro, non ci sarà bisogno di punizioni o sgridate.

Ti consiglio un articolo che parla di come sia scorretto applicare i principi di leadership e dominanza sulla relazione con il cavallo. Lo trovi nei riferimenti bibliografici (3).

Lasci che il tuo cavalli si gratti su di te?
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