i cavalli preferiscono umani gioiosi che tristi - etologia equina con rachele malavasi

I cavalli preferiscono umani gioiosi che tristi

Si dice spesso che i cavalli si avvicinano alle persone tristi, riconoscendo l’emozione e desiderando consolare. Questo però non deve tradursi nell’idea che i cavalli siano attratti dalle persone tristi e che, di conseguenza, amino partecipare a quelle attività di mediazione dove umani problematici gli chiedono aiuto.

Nulla in contrario in merito se il cavallo è libero di scegliere se partecipare o meno (c’è chi queste cose le fa davvero per bene, come Miriam Mastrogiovanni all’Oasi La Valletta in Brianza), ma spesso si gioca sulla loro tendenza alla risoluzione dei conflitti costringendoli a partecipare troppo spesso a questi contesti.

Una recente ricerca ci suggerisce che i cavalli potrebbero essere attratti da tutt’altro1. Nell’ultima decina di anni diversi ricercatori hanno scoperto che i cavalli distinguono rabbia e gioia, mettendoli di fronte a foto, video o umani dal vivo con le due diverse emozioni e valutando il loro comportamento. Ma quest’anno abbiamo acquisito un tassello in più: i cavalli potrebbero riconoscere la tristezza e sembrano volerla evitare (il condizionale è d’obbligo perchè l’articolo non è ancora pubblicato):

I ricercatori hanno mostrato a 28 cavalli alcuni video di una stessa donna triste o gioiosa, con un audio in linea con l’emozione mostrata oppure contrario (es. video gioioso con voce triste e viceversa). I video sono stati mostrati in contemporanea su due schermi: brevi video di 15 secondi separati da 5 secondi di nero.

I cavalli hanno guardato più a lungo i video incongrui, dimostrando che riconoscevano il modo in cui gioia e tristezza venivano espressi e trovando “strane” le incongruenze. Erano inoltre più attratti dai video gioiosi: si soffermavano a guardarli più a lungo e prima di quelli di tristezza. Osservando i video gioiosi il battito del loro cuore aumentava, mentre con i video di tristezza diminuiva.

Sono necessari ulteriori approfondimenti per distinguere se i cavalli sono stati semplicemente attratti dai maggiori movimenti e dagli alti picchi di volume tipici della gioia, oppure se si è verificato un vero e proprio contagio emozionale uomo-cavallo che, ad oggi, è noto solo per gli stati di preoccupazione dell’umano. Inoltre, l’artiolo è ancora sotto revisione.

Ipotizzando quindi che i cavalli abbiano osservato più a lungo e per primi i video gioiosi perchè ne sono attratti, contagiati positivamente, viene da sè che amino più il contatto con chi manifesta queste emozioni (ovviamente, non parliamo di chi urla e salta, ma di chi è serenamente gioioso).

Un messaggio per chi si occupa di terapie, counseling o simili per offrire ai loro cavalli anche momenti di svago con persone che non si stanno portando dietro un carico emotivo da risolvere.

Cosa fa il tuo cavallo quando ti vede triste? Il “mio” niente!
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