Il rituale di “marcatura” permette di trasmettere informazioni su uno o più di questi fattori. Questi rituali sono tanto più efficaci se si riesce a farli in presenza del destinatario, perchè alla marcatura fisica si aggiunge la coreografia visiva.
I cavalli usano le marcature principalmente attraverso le feci e il pelo. Le urine portano informazioni sul sesso e sono usate poco per marcare. Un maschio (anche castrone) che urina sulle deiezioni di una femmina tenta di neutralizzare con i fenoli della propria urina gli acidi grassi che suggeriscono lo status riproduttivo della femmina2, ma non è una marcatura.
Le feci invece sono molto più interessanti. Portano l’odore individuale e permettono di riconoscere il referente (o i referenti) del gruppo, perchè il suo più elevato livello di testosterone si ritrova nelle feci. Da qui è un attimo capire il motivo delle pile di feci (stud piles) che fanno spesso gli stalloni quando si incontrano.
I due alternano la deposizione uno dopo l’altro, possono farlo fino a otto volte di fila! È un rituale ancora in parte oscuro, forse per rimarcare la proprietà delle femmine (se il primo deposito è fatto sopra alle feci di una femmina), o anche per stabilire quale banda guiderà i comportamenti del branco (che è l’unione di più bande per certi periodi)3., o persino per segnare le tratte di percorrenza (ma non il territorio, che i cavalli non hanno)4. Nelle bande dei pari (tutti maschi adolescenti), le feci sono deposte una sull’altra in ordine di rango2.
Queste marcature sono specifiche dei maschi, mentre entrambi i sessi fanno “marcature di gruppo”, che iniziano dai 3 anni e proseguono per tutta la vita: le feci di maschi e femmine sono coperte senza distinzione e quello che conta è segnare l’appartenenza allo stesso gruppo sociale5. Sembra che si raggiunga un obiettivo simile rotolandosi a terra nello stesso punto, perchè si lascia sul terreno l’odore del pelo, che viene poi “catturato” dal pelo del cavallo successivo6.
Il comportamento di marcatura rotolandosi è diverso dal momento in cui più cavalli si rotolano assieme ma in punti del campo differenti: in questo secondo caso di parla di “facilitazione sociale” e serve sempre per segnalare unione, ma in modo diverso. Si compie lo stesso atto per comunicare che si è sulla stessa lunghezza d’onda, stesso livello emozionale. Un po’ come quando noi ci prendiamo una birra tutti assieme: fa gruppo!
Vista la grande importanza delle informazioni che vengono trasmesse dalle feci, è importante lasciare che il cavallo possa annusare tutte le feci che incontra: la sua escursione o anche l’attività in campo sarà molto più interessante! Potrà sapere chi è passato di lì, qualcosa su come si sentiva, da quanto tempo ci è stato. Il giorno dopo avrà bisogno di annusare tutto da capo, perchè sembra che questa memoria duri una sola giornata7.
Uno spunto di osservazione: senza essere troppo invadenti, osservate come il cavallo sbatte le palpebre appena prima di smettere di annusare. Prima era concentrato, poi cambia di stato dall’attenzione verso le feci ad altro. Questo passaggio è segnato da una sorta di “reset” mentale evidente nel movimento delle palpebre. Provare per credere!

