L’auto-controllo è stato testato su animali carnivori e frugivori, da cui ci si aspetta questa capacità di saper aspettare il momento giusto: l’attacco avverrà quando la preda è stanca o nel luogo più propizio per i primi, il frutto sarà colto quando maturo per i secondi. I cavalli sono erbivori generalisti e non dovrebbero aver bisogno di questa abilità. La loro struttura sociale complessa richiede però senz’altro auto-controllo, aspettare il proprio turno. I ricercatori hanno quindi fatto un test apposito…
Esistono due modi per testare l’auto-controllo: il test quantitativo, in cui il soggetto può scegliere se mangiare subito una piccola quantità di cibo oppure aspettare per una quantità maggiore, e il test qualitativo, in cui viene proposto un cibo di scarso valore e solo se il soggetto sa aspettare ne ottiene uno migliore.
I ricercatori hanno usato entrambi i test su 30 cavalli, di cui metà in gestione naturale con accesso illimitato al fieno e metà in tradizionale con cibo razionato. Tutti i test sono stati condotti 30 minuti dopo il pasto. Le persone si sono posizionate di fronte al cavallo, posto dietro ad una barriera.
Prima del test, il cibo è stato proposto al cavallo dalle mani in questo modo: la persona mostrava i due palmi, ciascuno con un cibo di qualità o quantità differente, per tre secondi, quindi allungava una mano con il cibo meno gustoso o con la minor quantità e, se il cavallo sapeva aspettare almeno un secondo, allungava anche l’altra mano (quella con il cibo migliore o di maggior quantità). Successivamente, nel test vero e proprio, i secondi di attesa sono diventati 2, 5, 10… ad aumentare fino a 60.
Risultato? Alcuni cavalli hanno atteso fino a 60 sec per ottenere la miglior offerta, ma alcuni neanche 2 sec. In esperimenti simili, le galline hanno aspettato fino a 7 sec e i maiali fino a 20, nessuno però ha battuto i cani che hanno aspettato fino a 15 minuti! I cavalli hanno preferito aspettare di più per ottenere più cibo che uno più buono: secondo i ricercatori, i cavalli in natura attingono a risorse molto simili per qualità e quindi sono più propensi a osservare differenze di quantità.
Età e sesso non hanno avuto influenza (ma non sono stati coinvolti cavalli minori di 3.5 anni), così come la vita in singolo o in branco, invece i cavalli che hanno avuto maggior pazienza sono stati quelli nutriti con fieno h24. Secondo i ricercatori, avere cibo sempre a disposizione aumenta le capacità di auto-controllo, perchè sentono di poter fare scelte più rischiose riguardo al cibo.
Per potersi trattenere dal mangiare la prima offerta, i cavalli si sono dovuti distrarre: hanno girato la testa altrove in modo da non vedere il premio proposto, sbattuto gli occhi, masticato… tutti comportamenti necessari per mantenere la calma nell’attesa, simili a quelli messi in atto nelle medesime situazioni da umani, pappagalli, galline, cani e scimpanzè. Qualche cavallo ha anche spinto via con il naso la ricompensa non desiderata.
I cavalli fanno valutazioni e compiono scelte anche complesse, che li rendono in questo caso in grado di pianificare un’azione in vista di un immediato futuro migliore. Molti ne sminuiscono le abilità cognitive e gli danno una vita monotona. Per animali così intelligenti, con una struttura sociale così complessa che ne ha forgiato le abilità cognitive, vivere senza stimoli, senza poter decidere della propria vita… è davvero un supplizio!!!

