strategie di gestione del freddo per i cavalli in inverno

Cavalli in inverno:
la gestione del freddo (parte 1)

Molti ritengono necessario coprire con una coperta impermeabile o termica i loro cavalli all’arrivo della brutta stagione, con il freddo e le piogge. Ma i cavalli sono ben attrezzati per gestire i cambiamenti stagionali, bisogna solo dargli l’opportunità di mettere in atto le loro difese.

Quali difese hanno? Innanzitutto bisogna evitare gli inutili allarmismi: tutti i cavalli sono attrezzati per stare al freddo, piuttosto temono pioggia e vento assieme. Cavalli abituati a vivere all’aperto, alle nostre latitudini, resistono serenamente fino ai -15°C se adulti, -9°C se puledri, ma se al posto del fieno ricevono cibi concentrati già a 0°C possono soffrire. Perchè?

Gli erbivori producono calore soprattutto tramite la digestione, ma per essere efficace nel produrre calore gli occorre ingerire cibo fibroso, che fermenta lentamente. Quindi in inverno ai cavalli serve più che mai il fieno, non gli servono pastoni caldi, integrazioni di cereali o altri mangimi. Non solo non gli servono, ma lo danneggiano: deve investire energie per digerire dei cibi che non gli danno neanche calore!

Se il cavallo ha il fieno a disposizione h24, noterete che ne mangia di più e si regolerà da solo, mentre se glielo date razionato siete voi a dover aumentare le dosi a inizio stagione, per poi tornare lentamente al regime standard verso fine Febbraio. Se fornite del fieno più ricco per aiutarlo nella stagione invernale, verso la fine tornate a quello povero o rischiate che accumuli grasso.

Ma cosa accade se si superano le temperature di cui sopra (che, lo ricordo, dipendono molto dall’abitudine del cavallo e dal cibo fornito)? Solo che il cavallo deve alzare il tasso metabolico per produrre più calore e quindi cercherà più cibo, come detto poco fa. Non ha bisogno di altro, anche se è un anziano o un puledro, a meno che non sia deperito, malato. È quello il parametro che fa la differenza, lo stato di salute, non l’età.

Altro strumento che la natura ha donato al cavallo per resistere al freddo è la sua pelliccia. Tramite la pilo-erezione, i peli si sollevano e intrappolano bolle d’aria. La pelle, calda, dissipa calore che viene catturato dalle bolle d’aria. Così si crea uno strato a temperatura intermedia fra pelle e aria, perfetto per mantenere la temperatura ideale anche con il gelo! Come i nostri capelli, in pratica.

La pelliccia deve essere mantenuta pulita per permettere una buona pilo erezione, quindi se il pelo è incrostato di fango non va bene, ma non bisogna esagerare o si corre il rischio di togliere il grasso naturale del pelo, soprattutto non bisogna usare prodotti per la pulizia, solo spazzola.

Ma la pelliccia non cresce sempre: se il cavallo sta sempre al chiuso o se ha la coperta (di cui parleremo al prossimo articolo), il pelo non cresce granchè. La lunghezza del pelo dipende moltissimo dalla gestione: puledri di purosangue abituati a una temperatura ambientale di -5°C avevano una pelliccia lunga il doppio degli stessi abituati a 0°C, pur stando entrambi fuori 4 ore al giorno.

E con gli sbalzi di temperatura? Aiuta molto l’esercizio fisico, mentre alcuni cavalli scelgono la strategia contraria e si chiudono, evitando di dissipare energie nel movimento. Non forzateli. Con gli sbalzi tenderanno anche a respirare più lentamente, a diminuire l’afflusso di sangue in superficie per ridurre la dispersione di calore e…a tremare. Perderanno così le preziose bolle d’aria intrappolate nel pelo, ma acquisiranno cinque volte più velocemente calore.

Ovviamente, se un cavallo non sottoposto a sbalzi di temperatura sta tremando, è segno di un problema: quello è uno dei casi in cui una coperta può essere utile… ma ne parliamo la prossima settimana!

cavalli in gestione naturale in gruppo che mangiano fieno nella neve
Cavalli che mangiano il cibo ideale in inverno: il fieno!

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