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Il linguaggio delle palpebre per capire il cavallo

Stress, stato di allerta o… previsione di un bocconcino gustoso! Come e quanto un cavallo sbatte le palpebre può aprire una finestra nel suo mondo interno…

Sbattere le palpebre serve a tenere umido l’occhio, ma non solo: è un processo spontaneo influenzato dallo stato cognitivo. Osservare il tasso di sbattimento spontaneo delle palpebre (SBRspontaneous blink rate) ci permette quindi di capire qualcosa in più su cosa sta vivendo il nostro cavallo.

Come nell’uomo, anche nel cavallo l’SBR è modulato dai processi cognitivi: in particolare vigilanza, attenzione e anticipazione di un premio1. Quando focalizza la sua attenzione su qualcosa di poco piacevole, magari che lo mette in allerta, il cavallo sbatte poco le palpebre, come d’altronde facciamo noi. Lo notate benissimo quando solleva la testa restando in ascolto di qualcosa che deve ancora identificare e che, dunque, è potenzialmente pericoloso: vedrete che non sbatte affatto le palpebre.

Questa condizione si ripete anche in distress (uno stress non buono), come per esempio quando il veterinario fa una iniezione (o quando viene apposto un marchio sull’orecchio2). Quindi non è che ogni volta che il cavallo è teso e non sbatte le palpebre è “solo” attento: magari si sta vivendo male una situazione.

Ci sono invece contesti in cui l’SBR aumenta. Per esempio se è focalizzato su qualcosa che gli piace! L’SBR infatti è mediato dalla dopamina, un ormone che regola il sistema della ricompensa: alla vista di qualcosa di piacevole che potrebbe arrivargli, nel cavallo si libera dopamina e le palpebre sbattono di più. Magari potete capire quanto gli piace qualcosa che gli proponete osservando proprio questo comportamento!

Le palpebre sbattono più del solito anche nel passaggio da una all’altra attività, quando cioè c’è un cambio di attenzione, o quando cala l’attenzione in generale. Questo comportamento è stato notato in uno studio sulla memoria, in cui ai cavalli venivano proposte diverse feci da annusare. Finito l’interesse, i cavalli prima sbattevano le palpebre e solo dopo sollevavano la testa dalle feci, come se “cambiassero scena”3.

La necessità di “cambiare scena” la ritroviamo anche nelle difficoltà o in contesti poco chiari, quando il cavallo non sa come tirarsi fuori da un problema o sta riflettendo sul da farsi. Più tecnicamente, quando il carico cognitivo si fa elevato: anche lì sbatte molto le palpebre e in un certo senso è un “cambio di scena” come prima perchè è come se chiudesse il sipario per riaprirlo dopo, sperando si sia chiarito.

Più precisamente, stavolta avviene un reset mentale, in cui lo sbattimento interrompe il segnale elettrico neuronale relativo a quell’informazione in particolare per poterlo ricevere stavolta più limpido, senza interferenze4 . Lo facciamo anche noi quando qualcosa ci è poco chiaro, per esempio se ascoltiamo una lezione difficile: incliniamo un po’ la testa e sbattiamo le palpebre “Scusa, hai detto?”.

Nei miei corsi sulla comunicazione faccio spesso vedere il video di un cavallo che viene pareggiato ed è in una situazione di disagio: alza e abbassa la testa, mastica, sbatte le labbra e anche le palpebre. È il tipico contesto in cui sta cercando di fare chiarezza dentro di sè per trovare una soluzione al problema e un breve reset può essere d’aiuto.

Potrebbe anche essere dolore però: almeno negli umani, l’applicazione di uno stimolo doloroso aumenta il tasso di SBR5: ha senso, perchè lo sbattimento delle palpebre, abbiamo detto, è correlato alla liberazione di dopamina che media anche la percezione del dolore. Ma il cavallo pareggiato non mostrava altri segni di dolore, piuttosto di frustrazione.

Insomma, per venirne a capo dovete guardare non solo il tasso di SBR ma anche, come sempre, considerare il soggetto (l’SBR varia molto da individuo a individuo) e gli altri segnali che manda. Regola aurea che vale per qualsiasi cosa: anche le famose orecchie schiacciate possono non essere una minaccia, dipende da tutto il contorno!!

Quando un cavallo è in allerta, in uno stato di attenzione focalizzata,
di certo non sbatte le palpebre, per non perdersi nulla di quello che accade!

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