
Cavalli: si può brucare prima dell’attività?
Se sei uno sportivo, ne avrai sentite di ogni riguardo all’alimentazione…e credimi che anche il mondo equestre non è tanto diverso! Prima di una attività, che sia una gara o una passeggiata, per esempio, va bene brucare?
Innanzitutto, i cavalli non dovrebbero mai essere completamente a stomaco vuoto perchè producono una piccola quantità di succhi gastrici tutto il giorno, anche quando non mangiano: in Natura mangiano poche quantità di cibo ma quasi in continuazione, quindi è poco funzionale interrompere la produzione di succhi gastrici.
I ricercatori consigliano di non lasciare un cavallo a digiuno mai più di tre ore1,2 perchè i succhi gastrici potrebbero danneggiare le pareti dello stomaco vuoto. Queste indicazioni valgono indipendentemente dall’attività svolta, ma in particolare con l’esercizio lo stomaco vuoto rischia ulcerazioni…
Perchè? La parte inferiore dello stomaco è più protetta dai succhi, viceversa quella superiore. Il movimento a stomaco vuoto fa infrangere i succhi gastrici anche in quest’ultima parte provocando fastidi o vere ulcerazioni.
Vi suona strano far mangiare un cavallo prima dell’attività? Basta pensare a qualsiasi cavallo in Natura, come i maestosi Mustang: che strategia assurda sarebbe se fossero affaticati dopo uno scontro perchè hanno appena brucato… cosa che accade 15-18 ore al giorno!
In effetti, lo stomaco del cavallo si svuota molto rapidamente: il fieno o l’erba non riescono ad “intasare” lo stomaco perchè il cibo che entra è poco per volta e nel frattempo viene digerito. Una lenta e costante digestione che gli permette serenamente di brucare senza controindicazioni anche poco prima dell’inizio delle attività.
Attenzione però, perchè tutto il contrario accade per i cibi concentrati come cereali, fioccati e mangimi vari. Sebbene siano una fonte di energia immediata, che produce un picco di glucosio nel sangue, non vanno utilizzati prima dell’attività2.
Il cavallo digerisce molto bene le fibre ma molto meno bene i carboidrati (quali sono, ad esempio, gli amidi contenuti nei chicchi dei cereali): quando ne riceve troppi (come nel classico secchio), il piccolo intestino lavora male. D’altronde in Natura non ci sono secchi di avena.
Dopo un primo picco glicemico che dona una sferzata di energia, per la gara o la passeggiata, l’eccesso di insulina che si è liberata nel sangue a causa di tutti quegli zuccheri inibisce l’ossidazione degli acidi grassi nel muscolo scheletrico. Significa che la principale fonte di riserva di energia dei muscoli è messa fuori uso.
Inoltre, il pasto troppo abbondante richiama molta acqua dal sangue, indebolendo il cavallo. Questo non accade con il fieno, che viene invece brucato lentamente e dunque non può mai superare le capacità digestive del cavallo.
Quindi sì al brucare, no ai concentrati prima dell’attività. Se proprio ci teniamo, i pasti ricchi di carboidrati non dovrebbero essere somministrati a meno di 3 ore dall’attività: rilasceranno zuccheri e appesantiranno il cavallo molto tempo prima del momento in cui sarà impegnato fisicamente.
Piuttosto però, i ricercatori suggeriscono di rifornire anche gli sportivi di “soli” 1-2 kg di fieno prima dell’impegno, che rilascerà energia lentamente per tutto il tempo necessario3.

1. Ermers, C., McGilchrist, N., Fenner, K., Wilson, B., & McGreevy, P. (2023). The Fibre Requirements of Horses and the Consequences and Causes of Failure to Meet Them. Animals, 13(8), 1414.
2. Geor, R. J., Coenen, M., & Harris, P. (2013). Equine applied and clinical nutrition E-book: Health, welfare and performance. Elsevier Health Sciences.
3. Harris, P., & Shepherd, M. (2021). What would be good for all veterinarians to know about equine nutrition. Veterinary Clinics: Equine Practice, 37(1), 1-20.
