Una foto ci può dire se un cavallo prova dolore?

Una foto ci può dire se un cavallo prova dolore?

La risposta è complessa, dipende. Una foto cattura un istante in cui non sappiamo cosa stia passando nella mente del fotografato, magari qualcosa che non c’entra nulla con quello che sta accadendo. Questo può accadere ovviamente anche negli animali.

Per esempio, i cavalli possono avere intuizioni su un problema senza che dal loro comportamento si veda nulla dei collegamenti mentali che stanno facendo: significa che possono pensare a “qualcos’altro” e che la loro espressione potrebbe non riflettere il loro stato emozionale o fisico presente.

Ma allora perchè quando la ricerca scientifica parla di “riconoscimento del dolore” usa delle foto come riferimento? Per il riconoscimento del dolore nei cavalli si usano scale basate sulle espressioni facciali (Horse Grimace Scale1, Equine Pain Face2 o Equine University Utrecht Scale for Facial Assessment of Pain3) oppure scale che mettono assieme parametri comportamentali, fisiologici e sociali.

Tutte usano le foto nei loro testi, ma sono chiare nel dire che i segni indicati vanno osservati in combinazione fra loro su diversi minuti: serve proprio un video.  La Ridden Horse Pain Ethogram4 identifica per esempio 24 potenziali segni di dolore, ma solo se ne vengono espressi almeno 8 contemporaneamente si può stare abbastanza sicuri che il cavallo sia dolorante.

Secondo alcuni ricercatori questo ancora non basta, perchè i segni di dolore sono troppo simili a quelli di stress o paura. Così Lundblad5 ha voluto evidenziare la differenza fra questi segni, caricando sul trailer o isolando cavalli in perfetta salute e poi filmandoli. Ne conclude che stress e paura si manifestano soprattutto nella parte bassa del muso, con movimenti ripetuti della bocca e mostra della lingua.

Ma attenzione! Non significa che mostrare la lingua sia “solo” indice di stress e paura: sappiamo che all’aumentare della tensione delle redini il cavallo mastica di più proprio perchè ha dolore e che la bocca aperta con denti e gengive visibili è un chiaro indice di dolore. Che confusione!!

Forse ci aiuta lo studio di Rashid6, che ha filmato dei cavalli in salute a cui ha applicato una morsa sull’arto, trovando che il fattore chiave era la combinazione dei segni: in particolare, narici dilatate e mento che si solleva, se entrambi presenti nell’arco di 10-15 secondi. E dunque restiamo sempre fuori dalle foto…

Alcune considerazioni sul dolore però sono… inconfutabili. Una postura iperflessa, con la testa troppo sotto la verticale, riduce drasticamente il diametro della faringe, come dimostrato da studi radiografici7, dando al cavallo una sensazione di soffocamento. Quando vediamo posture simili, anche in foto, possiamo stare sicuri che il cavallo sta vivendo dei pessimi minuti e possiamo gridarlo ai quattro venti senza rischio di essere criticati.

Esistono invece posture caratteristiche di stati mentali negativi, come la “posizione di chiusura”, con collo schiacciato, occhi persi nel vuoto, angolo fra mandibola e la parte inferiore del collo maggiore di 90° e denti serrati7. Ma non indica dolore, che è uno stato fisiologico, indica uno stato emozionale simile alla depressione. E comunque… se fosse un velo di tristezza durante una giornata luminosa? Una foto resta sempre una foto.

Per quanto mi riguarda, ho imparato a usare tanti condizionali. Ho visto cavalli giocosi avere espressioni di minaccia quasi da farti scappare, per poi voler solo dire “Bada a non andartene che voglio giocare!”. Mi verrebbe tanta voglia di sparare a zero su certe foto di certi profili Facebook dove i cavalli stanno “palesemente” male, ma poi penso a delle foto che mi hanno fatto in cui sembravo posseduta. E giuro che invece non lo sono.

posizione di chiusura, depressione, nel cavallo
La “posizione di chiusura” descritta da Fureix et al. (2012).

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