erosione denti del cavallo

Erosione dei denti: l’influenza dell’alimentazione

Chi ha cavalli con fieno h24 lo sa: il dentista si chiama meno spesso che per i cavalli che mangiano sopratuttto cibi concentrati. Ma perchè? La ricerca suggerisce che dipende dal movimento della mandibola necessario per sminuzzare le fibre del fieno. Vediamo nel dettaglio cosa si intende!

Per mantenere una adeguata chiusura dell’apparato boccale la superficie dei denti deve essere lentamente erosa in modo omogeneo. Durante la masticazione l’arcata dentale inferiore scivola sulla superiore per triturare il cibo: è più stretta e lunga di quella superiore, quindi ha bisogno di una escursione laterale molto ampia per erodere in modo omogeneo quella superiore. Se questo non accade, si possono sviluppare punte, e quindi minore capacità di triturare il cibo, dolore e ulcerazioni alle mucose della bocca.

La masticazione del fieno consente una escursione della arcata inferiore tale da garantire una erosione omogenea dell’apparato boccale, mentre quella del pellet e concentrati no1: mangiare fieno impone alla mandibola movimenti molto più ampi su tutti e tre i piani (orizzontale, verticale e diagonale) per triturare il fieno.

Invece il cibo particolato (come il pellet, ma anche i cereali o il fioccato) si posiziona in piccole dosi sui denti e la sua triturazione necessita movimenti verticali più che orizzontali, rendendo minima l’escursione laterale e quindi influenzando l’erosione dei denti.

Anche il fieno comunque non è lontano da problemi perchè resta incastrato nei denti più facilmente dell’erba, si decompone lentamente e dunque può provocare infiammazioni2. Queste possono essere così dolorose da portare il cavallo a sputare cibo non masticato, per evitare la pressione della masticazione: quindi non bisogna controllare solo le punte ma anche il cibo incastrato.

A questo punto però occorre fare un confronto con i cavalli selvatici, che mangiano erbe povere come il fieno, ma fresche, che si decompongono facilmente. La ricerca di Taylor3 si è occupata proprio di questo, confrontando l’erosione dentale di cavalli domestici rispetto a cavalli in natura e notando che i selvatici hanno molte meno punte in bocca dei domestici.

L’ipotesi di Taylor è che questo accada per via della maggiore quantità di fibre che i selvatici mangiano, che garantisce l’ampia escursione della mandibola, ma anche grazie ai numerosi arbusti che ai selvatici capita di sgranocchiare: anche noi potremmo offrire ai nostri cavalli degli arbusti (non tossici!), che rappresenterebbero inoltre una buona stimolazione cognitiva (per il sapore nuovo) e un arricchimento ambientale (per la necessità di usare le labbra in modo diverso dal solito).

I risultati di Taylor sono stati confermati di recente in uno studio su 50 cavalli, di cui una metà in gestione naturale con fieno e l’altra metà alimentata principalmente a concentrati con 3kg di fieno al giorno4: ben il 93.5% di questi ultimi risulta avere problemi ai denti, rispetto al 33% dei quelli alimentati principalmente a fieno, mostrando una chiara correlazione con il tipo di alimento fornito.

In finale, è senz’altro necessario esplorare più spesso la bocca di cavalli gestiti con una alimentazione razionata (masticano meno) e a base di concentrati (meno escursione laterale e quindi erosione ineguale dei denti), ma sempre più risulta evidente che l’alimentazione del cavallo non deve essere fatta di pellettati, fioccati e cereali, ma di fibre, in forma di fieno o silato.

Come trovi i denti del tuo cavallo e cosa mangia?
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