Un cavallo agitato non va castrato per cambiarne il comportamento

Castrare un cavallo perchè è nervoso non risolve il problema

La differenza fra un educatore e un addestratore? Il primo cerca di capire le cause all’origine del problema per poterlo risolvere, mentre il secondo applica una tecnica per non far esprimere il comportamento indesiderato. Castrare un cavallo perchè “è agitato” è l’approccio dell’addestratore, ma non sempre funziona.

Nel caso in particolare della castrazione, la tecnica funziona solo se il comportamento dipendeva dal testosterone, quindi se lo stallone era “nervoso” perchè non poteva raggiungere le femmine. In effetti, la castrazione aiuta uno stallone che non può montare le femmine e che magari sarebbe costretto a vivere isolato: castrarlo può essere il suo lasciapassare per la vita in branco.

Se però il cavallo era “nervoso” per altri motivi, l’operazione potrebbe solo ridurre l’intensità della sua richiesta: mentre prima esprimeva con enfasi la sua frustrazione, dopo la castrazione potrebbe dire con meno intensità che sta male. Non è meno frustrato, lo dice meno: è una bella differenza.

Mi viene in mente un mio amico che vuole mettere il veleno per i topi che ha in cantina. La cantina è un disastro e probabilmente ripulirla farebbe allontanare i topi. Il veleno è solo un modo per tamponare il problema senza impegnarsi, uno scarico di responsabilità. Tra l’altro in una cantina sporca i topi torneranno.

Molto spesso le cause del nervosismo del cavallo risiedono nel suo stile di vita, nelle attività che gli si propongono, nello stile relazionale con l’umano… e quindi la risoluzione del problema richiede di “pulire la cantina”, non di mettere il veleno.

Con uno stallone in particolare bisogna essere in grado di scendere a patti, mitigare il proprio egocentrismo, smettendo di pretendere di decidere tutto. Bisogna saperlo ascoltare e concedergli la voce che merita. A livello personale, avere uno stallone può essere davvero una bella palestra di vita, ma non tutti la prendono così purtroppo.

A livello scientifico, sembra che il 20-30% dei castroni mantenga il comportamento aggressivo verso cavalli o umani che aveva da stallone (indipendentemente dall’età della castrazione)1. Nell’unico studio2 fatto in Natura (in cui è stata castrata la metà della popolazione maschile di una data zona), la castrazione non ha diminuito i comportamenti agonistici, piuttosto sono aumentati i comportamenti affiliativi.

Questo suggerisce che un cavallo castrato può essere più orientato a cercare supporto e a dedicarsi ad attività di cura, ma la motivazione che lo spinge a innescare il comportamento aggressivo resta. In pratica, se diventa aggressivo perchè la sua vita non gli piace o perchè non viene ascoltato, continuerà ad esserlo ma magari poi cercherà più consolazione nel rapporto con altri cavalli.

Come spesso accade, la via verso la soluzione più semplice non porta i migliori risultati, anzi. Ci illudiamo di aver risolto il problema ma dentro di noi sappiamo che le cose non stanno così, e quel senso di insoddisfazione verso noi stessi, verso la soluzione “comoda” che abbiamo trovato, prima o poi torna a bussare.

Se ti interessa sapere cosa dice la ricerca scientifica dell’effetto della castrazione sul comportamento sessuale, ti consiglio questo video sul mio canale YouTube!

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Gli stalloni in natura sono degli ottimi mediatori, preziosi sia nella protezione della banda che nell’educazione dei puledri: molto pazienti, giocano con loro quando la madre non ne può più!

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