Partiamo dall’alimentazione: altissimo il rischio se si nutre il cavallo con più di 2.5 kg di concentrati al giorno (cereali, pellettato, fiock..). Questo eccessivo apporto di carboidrati provoca squilibri nella flora batterica: il cavallo è nato per digerire le fibre e la sua flora batterica è adattata a quello scopo. Dargli altri nutrienti impone un cambiamento innaturale nella flora batterica, con una serie di effetti a cascata quali acidosi, laminiti, irritabilità… e coliche. Per sapere quali mangimi in particolare portano più rischi sono necessari ulteriori studi.
La vita in box è un altro importantissimo fattore di rischio, specie se il cavallo passa più di 19 ore al giorno chiuso (Archer e Proudman 2006). Lo scarso movimento predispone a coliche per due motivi: il cibo potrebbe muoversi con più difficoltà verso il colon, inducendo l’apparato digerente a secernere acqua per mobilitarlo, ma senza successo: cibo e acqua assieme pesano troppo e senza movimento non c’è modo di farli scorrere.
Il cavallo così si disidrata mentre i liquidi dall’intestino possono raggiungere lo stomaco, dilatandolo e provocando dolore. Oppure, il cibo può fermentare nel colon liberando gas che, senza l’opportuno movimento, resta intrappolato provocando la colica. questo accade soprattutto con un’alimentazione ricca di carboidrati.
I parassiti sono un altro fattore scatenante, in particolare strongili e ciatostomine, ma anche gli antiparassitari lo sono (Daniels 2018), soprattutto perchè interferiscono gravemente sulle interazioni mutualistiche nell’intestino.
I cambiamenti, sia in termini di alimentazione che di ambiente di vita, sono un altro importante fattore di rischio. Attenzione soprattutto nelle prime 2 settimane dal cambiamento e, relativamente all’alimentazione, fino ad un anno dopo: importantissimo sostituire il cibo gradualmente, compreso l’accesso o meno al pascolo. Se il veterinario prescrive un mangime, introducetelo nell’ordine di pochi etti al giorno e non tutto assieme.
Per i cambi di ambiente, pensate alle precauzioni usate per i gatti quando bisogna lasciarli da qualcuno prima delle vacanze: si va dalla cat-sitter prima della vacanza almeno due o tre volte, per far abituare il gatto alla nuova situazione… con i cavalli si trasportano e si pretende che si adattino subito. Chiaro che non è possibile portarli avanti e indietro, ma sicuramente lo è garantirgli un inserimento graduale.
Bisogna fare attenzione all’acqua, meglio se da pozze con acqua corrente che non da beverini (permette di bere grandi quantità di acqua in poco tempo, che è il modo in cui normalmente beve un cavallo), che devono essere regolarmente puliti. Un fattore che troppo spesso viene ignorato.
Infine, l’età è risultata un potenziale fattore di rischio ma gli studi sono troppo differenti fra loro per tirare una somma comune; anche il ticchio è risultato un possibile predittore di coliche, ma non è possibile stabire che ne sia la causa: ticchio e coliche hanno spesso gli stessi fattori scatenanti ed è ovvio che si ritrovino negli stessi soggetti.
Estrapoliamo dunque di cosa ha bisogno un cavallo per ridurre il rischio di coliche:
- Una buona alimentazione a base di fibre (fieno) e non di carboidrati (cereali, crock, fioccati…)
- Libero movimento, quindi una vita all’aperto per favorire la digestione
- Attenzione alla presenza di parassiti, possibilmente da gestire con una buona pulizia del paddock o con antiparassitari naturali
- Proporre cambiamenti di vita graduali
- Acqua fresca e possibilmente corrente

