La comunicazione acustica fra mamma e puledro: sbuffi, nitriti e borbottii

Due eminenti ricercatori, Nunez e Rubenstein, hanno studiato le vocalizzazioni scambiate fra il puledro (fino ai 2 mesi di vita) e la madre. A cosa serve il richiamo della madre? Perchè il puledro nitrisce e la mamma invece manda lievi soffi o borbottii? E come si comporta la mamma quando chiama il puledro ma lui non sembra proprio ascoltarla?

Nunez e Rubenstein hanno studiato la popolazione equina di Shackleford Banks, un’isola del North Carolina (USA). Hanno analizzato 3000 ore di video relative a 34 femmine con i loro 45 puledri, identificando tre tipi di vocalizzazioni: sbuffi, borbottii e nitriti.

Gli sbuffi hanno una funzione molto varia: servono a mantenere il contatto ma anche dare l’allarme, comunicare la propria posizione spaziale nel gruppo, vengono usati nel gioco e possono essere indicativi di emozioni positive. La mamma utilizza nel 74% dei casi gli sbuffi per comunicare con il puledro, mentre questo usa soprattutto nitriti (50%), ma in altri contesti, non come risposta allo sbuffo della madre.

Ciò significa che spesso e volentieri il puledro non risponde agli sbuffi della madre, che servono solo per fargli capire che è tenuto d’occhio, protetto: così la madre mantiene il contatto mentre lui esplora il mondo e socializza con gli altri cavalli. Non si aspetta una risposta, perchè l’obiettivo non è un riconoscimento di autorità: l’obiettivo è rendere il piccolo indipendente.

Questa comunicazione discreta prosegue almeno fino alle 10 settimane di vita (2 mesi e mezzo), che rappresentano un periodo cruciale per lo sviluppo di una personalità fiduciosa, indipendente e socievole. Diverso è il nitrito, che in genere determina l’avvicinamento del puledro.

Invece, quando il puledro nitrisce la mamma arriva garantendogli protezione o nutrimento: altro che quelle linee di pensiero per cui non si deve rispondere al pianto del bambino. La Natura non sbaglia e questi puledri non crescono certo viziati!

È fondamentale che il puledro sappia che è in grado di ottenere quando vuole la risposta della madre, perchè lei è la sua protezione e lui non ha altro che il nitrito (come il pianto del bambino) per chiamarla. Guai se pensasse che nitrire (piangere) non serve a nulla! Avrebbe perso tutto il suo potere e crescerebbe insicuro.

La mamma quindi è una vigile presenza che non cerca rassicurazione sul proprio ruolo pretendendo una risposta: la non risposta significa che lui si sta facendo i fatti suoi, quindi sta bene. Un bell’insegnamento anche per noi umani…

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