Uno sguardo di intesa con il cavallo: la base della relazione

Siete a terra, accanto ad un cavallo con cui state per iniziare l’attività. Il cavallo mangia l’erba o guarda altrove. Voi date un segnale per iniziare a muoversi al passo ed il cavallo va.  Avete ottenuto il movimento, ma manca un pezzo. Mettiamo che io entri in panetteria e chieda alla signora dietro al banco di darmi una pagnotta; la prendo, pago ed esco. La signora ha eseguito la mia richiesta, io ho ottenuto il pane ma potrei averlo fatto senza aver avuto un vero dialogo con lei.

Cioè, io e la signora potremmo non esserci davvero guardate negli occhi. Ci siamo per forza scambiate uno sguardo, ma ci siano davvero osservate? Torniamo al cavallo: ci importa che ci guardi? Dipende, ovviamente. Se ci interessa l’esecuzione, non è importante: il cavallo ci vede anche se non incrocia il suo sguardo con il nostro (ha gli occhi posti lateralmente!) e può eseguire la richiesta anche senza scambiare lo sguardo con il nostro mentre chiediamo.

Eseguire non è sinonimo di dialogo, per esempio può essere il modo più rapido per risolvere la richiesta che, se è indifferente al profilo posizionale del cavallo (ovvero a cosa prova, cosa vuole e quanto lo vuole), diventa una scocciatura da togliersi prima possibile.

Se volete instaurare un dialogo, dovete guardarvi prima negli occhi. Lo scopo è aprire una finestra verso il reciproco mondo interno, in cui reciprocamente vi chiedete “Mi va di dialogare con questo soggetto? Ti va di fare qualcosa con me?”. Se manca questo, la richiesta è solo volta all’esecuzione.

Guardarsi è facile, ma non è semplice accettare di incrociare lo sguardo con un cavallo che non ne ha voglia, a cui avete letteralmente dovuto tirare su la testa e inclinarla verso di voi. Per quanto rude sembri, se fatto con accoglienza, può essere comunque l’inizio di un dialogo.

All’inizio ottenere lo sguardo può essere snervante. Vi mettete lateralmente perchè gli dovrete chiedere di girare la testa e guardarvi (ad una distanza in cui sia possibile farlo, un metro circa), lo chiamate per nome e, se non tira su la testa, tendete la longhina in modo da alzargli la testa, con calma e senza strattonare… e lui forse solleva la testa ma ha lo sguardo perso, vi vede ma non vi guarda.

Molti cavalli faticano a fare il semplice gesto di incrociare il suo sguardo con il nostro, chiaro segno che manca il dialogo. Magari non gli è mai stato chiesto cosa ne pensavano delle attività che stavano per fare e non hanno nessuna voglia di aprire il loro mondo interno al nostro, perchè per tutti gli umani precedenti non ne è valsa la pena. Dimostriamogli il contrario.

Insistete, rompendogli anche le scatole, fategli vedere che ci tenete a condividere quel momento. Se dopo 5-6 secondi che gli state tenendo la testa su, non accenna a volervi guardare, lasciatelo libero di mettere la testa dove vuole allungando la longhina, poi chiedete di nuovo, finchè ad un certo punto vedrete che i suoi occhi cercano i vostri, anche se con grande disagio e scocciatura, ma almeno ha capito che il vostro obiettivo è farvi guardare.

Con il tempo (in genere una sessione ma dipende da quanto è chiuso) probabilmente capirà che il vostro scopo è dargli attenzione e comunicare che da parte vostra c’è una porta aperta al dialogo. Chiaro che se dopo lo scambio di sguardi partiamo a bomba con “l’esercizio prefissato” è inutile guardarsi, tanto il dialogo non avverrà comunque.

Piuttosto, allo sguardo deve seguire una proposta che miri a sintonizzarvi: esplorate il paddock assieme, osservate oggetti, scoprite le piante. Fate in pratica cose che possono interessare anche al cavallo, rischiate di “perdere tempo”.

Un giorno, lo chiamerete standogli accanto e lui alzerà la testa e vi guarderà, sapendo che non volete altro che… conoscervi. L’obiettivo di tutto questo infatti non è ottenere performance, ma ottenere che lui vi dica come si sente, eventualmente che vi dica che quello che fate non gli piace, ma almeno che ve lo dica apertamente, non che si trascini nelle attività come un’ombra.

Com’è lo sguardo del tuo cavallo quando fate attività?
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