Uno sbuffo nel gioco può indicare l’intenzione pacifica comportamenti apparentemente aggressivi (quindi come segnale pacificante) o può essere usato da cavalli irrequieti per cercare di calmarsi (e allora è un segnale calmante, cioè fatto per sè stesso e non per indurre gli altri a fare qualcosa). In generale allora, segno o segnale? Dipende se il cavallo intende comunicare qualcosa a qualcuno (segnale) o se lo emette perchè se lo sente (segno).
Ma gli sbuffi ci aiutano anche a capire come il cavallo si vive l’esperienza equestre. È uno dei pochi indicatori “positivi”: sappiamo di diversi segni o segnali che indicano malessere durante la sessione di attività (sferzare la coda, aprire la bocca, tenere la testa alta e/o inclinata… ), ma trovare indicatori di un basso stato di tensione o addirittura di benessere è molto più complesso.
Nelle sessioni di lezione in campo è un’ottima cosa sentire il cavallo sbuffare. Lo hanno verificato sperimentalmente Stomp e colleghi3, che hanno osservato il comportamento di cavalli montati all’inglese con filetto in 16 scuole, registrando 71 sbuffi emessi da 37 cavalli su 15 ore di lezione. Per verificare se gli sbuffi dipendessero dal modo in cui i cavalli erano montati, hanno registrato l’altezza delle mani del cavaliere, la lunghezza e tensione delle redini, la postura del collo del cavallo.
Il risultato più interessante è stata l’omogeneità di risultati all’interno della stessa struttura: la frequenza degli sbuffi, più che variare individualmente, variava all’interno delle diverse scuole, perchè dipendeva non dal singolo cavallo ma dalla tecnica equestre utilizzata. Tanto più le mani venivano tenute alte, le redini erano tese e il collo alto, quanto minori erano gli sbuffi. Non appena si permetteva ai cavalli di allungare il collo e si portavano le mani all’altezza del garrese, questi scioglievano la tensione sbuffando.
In effetti, dall’analisi dei video i cavalli delle scuole dove si sbuffava poco tenevano spesso il collo alto, un segno che il cavallo sta provando emozioni sgradevoli (quando montato), e in un altro studio era già emerso che ridurre la tensione delle redini in sessioni di dressage determinava una maggiore emissione di sbuffi4.
Si potrebbe obiettare che in una tale scuola i cavalli non sbuffano perchè sono fisicamente molto impegnati nell’attività, che in altre scuole è blanda: non è vero. Sebbene la maggior parte degli sbuffi si verificasse al passo, i cavalli sbuffavano comunque se mani al garrese e redini lunghe venivano mantenuti al trotto o al galoppo: un contatto molto blando aiuta il cavallo a vivere con meno tensione anche le andature più impegnative.
Lo avevano già dimostrato LeSimple et al.5, dichiarando in uno splendido studio su oltre 300 cavalli che “montare con contatto – inteso con le redini lunghe metà del collo del cavallo – è il fattore che influenza maggiormente il malessere del cavallo montato”. Nello studio, questo elemento batteva persino la vita in box, per cui se si lasciavano i cavalli all’aperto ma si continuava a montarli con stretto contatto, il tasso di comportamenti problematici non diminuiva.
Sbuffare durante la lezione è un segno positivo e la sua assenza può indicare una tecnica equestre stressante: attenzione se nel vostro maneggio non sentite mai sbuffare. D’altronde, in natura il 50% delle vocalizzazioni sono sbuffi, quindi dovremmo sentirle piuttosto spesso6. Una buona idea per scegliere dove imparare a montare potrebbe proprio essere quella di assistere ad alcune lezioni e… farci l’orecchio!

