
Stalloni o femmine: chi guida la famiglia equina?
I castroni che abbiamo a casa possono diventare i referenti del gruppo domestico? Vediamo cosa succede in natura per dare una risposta.
Di recente una lettrice, Gloria, mi ha chiesto se fosse normale che il suo castrone fosse diventato il nuovo referente del gruppo domestico. Poco prima era una femmina, ma quando questa è partita le carte sono state rimescolate e lui si è scoperto mediatore e seguito da tutti.
Lo stupore di Gloria era dovuto al fatto che le era stato detto che i castroni non diventano mai i referenti del gruppo, ma solo la matriarca poteva esserlo. Il mito della matriarca “capobranco”, che guida tutta la banda, è duro a morire e un po’ di responsabilità spetta anche ai ricercatori.
Fino a una decina di anni fa, in effetti, gli studi sugli spostamenti nei cavalli si focalizzavano soprattutto su chi apriva la fila e questo individuo era denominato “leader”. Vedere maschi alla testa del gruppo è un caso raro e dunque la leadership è stata attribuita per anni alle femmine.
Ma nei cavalli la “leadership individuale” è rarissima1 e si ritrova più che altro nelle bande dei pari, oppure nelle bande di femmine che hanno perso lo stallone. In questo caso, una delle femmine prende in mano la situazione e fa finta di essere il maschio, talvolta persino montando altre femmine, e cerca di riportare un po’ di equilibrio nel gruppo: manca il mediatore e le femmine, senza un maschio, diventano più aggressive.
Normalmente vige la “leadership condivisa”, in cui diversi individui acquisiscono la leadership in diverse occasioni, che è il sistema prevalente nel mondo animale. Nei cavalli, ad esempio, quello che propone per primo un movimento di gruppo non sarà necessariamente il primo o l’ultimo della fila, cioè non necessariamente la guida o la chiude2.
Tutti possono proporre uno spostamento, persino i puledri, e tutti guideranno la fila per almeno un tratto lungo il percorso. Gli stalloni però rappresentano un’eccezione, perchè non guidano mai. Propongono, ma poi si spostano in fondo per monitorare e proteggere il gruppo. Se manca lo stallone, la banda ci mette molto più tempo a partire, anche se poi parte lo stesso. Lo stallone è come un “catalizzatore” di un processo che è già in atto.
Da tutto questo capiamo come ciò che è stato detto a Gloria sia frutto di una visione un po’ datata della società equina, quando si guardava solo a chi guidava la banda e si badava poco alla figura del mediatore. Le femmine tendono ad essere più aggressive dei maschi, e questo comportamento per lungo tempo è saltato all’occhio come dimostrazione di forza e quindi di status sociale, ma è falso.
Tutt’altro. Le femmine hanno bisogno del maschio che medi fra di loro e che guardi le loro spalle in viaggio. Il maschio ha desiderio di tenere unita la famiglia e quindi si assume spesso il compito di abbassare l’emotività del gruppo e accogliere nuovi arrivati, se è il caso.
Questi comportamenti si mantengono nel castrone come nello stallone, a casa come in natura. Dalla mia personale esperienza, piuttosto, sono quasi sempre i castroni a svolgere il ruolo di referenti del gruppo domestico. Basta osservare e uscire dagli schemi mentali.
Spesso anzi nelle nostre gestioni in branco le femmine hanno una leadership meno evidente, perchè non ci sono grandi spostamenti da fare e spesso neanche i puledri da crescere. Spesso allora emergono i loro comportamenti aggressivi, che qualcuno scambia erroneamente per “leadership”.
Teniamolo sempre a mente: nella società equina, non vince la gerarchia dettata dall’aggressività ma quella dell’ascolto. Chi deve urlare troppo per farsi ascoltare, evidentemente non riesce a farlo parlando piano. E questo vale per loro come per noi…

1. Briard, L., Deneubourg, J. L., & Petit, O. (2017). How stallions influence the dynamic of collective movements in two groups of domestic horses, from departure to arrival. Behavioural processes, 142, 56-63.
2. Bourjade, M., Thierry, B., Hausberger, M., & Petit, O. (2015). Is leadership a reliable concept in animals? An empirical study in the horse. PLoS One, 10(5), e0126344.
